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Parco Regionale Alto Appennino Modenese

Contatto CONSORZIO DEL PARCO REGIONALE DELL' ALTO APPENNINO MODENESE
Indirizzo Via Roma, 84 41027 PIEVEPELAGO MO
Telefono 0536/ 72134
Internet http://www.regione.emilia-romagna.it/parchi/modenese/

Biglietto GRATIS

Scheda aggiornata il 30/04/2015 (341)


A cura della Redazione locale di FIUMALBO Piazza C. Coppi, 2 41022 Fiumalbo (MO)
Telefono: 0536/73922 Fax: 0536/73074 Email: segreteria@comune.fiumalbo.mo.it

Comprende tutto il crinale modenese, dal Parco Regionale dell'Alto Appennino Reggiano a quello bolognese del Corno alle Scale, con ambienti molto diversificati, e in qualche caso di grande valore naturalistico, che salgono da circa 500 m a oltre 2000 m di quota. Soprattutto dalle cime montuose, come il Monte Cimone (2165 m), la vetta pi� alta di tutto l'Appennino settentrionale, si godono ampi panorami e si possono ammirare gli splendidi paesaggi circostanti, con valli solcate da numerosi ruscelli, fitti boschi di faggio e rimboschimenti di conifere, brughiere a mirtillo, radure erbose e limpidi specchi d'acqua. In particolare le praterie d'altitudine, le zone umide e gli affioramenti rocciosi ospitano molte rarit� botaniche incluse nella flora spontanea protetta. Sul gruppo montuoso del Libro Aperto, ad esempio, si trovano genziane, aquilegie, sassifraghe e la stazione pi� meridionale di rododendro, una specie tipica delle Alpi; nella delicata torbiera del Lago di Pratignano vive Drosera rotundifolia, una rara pianta insettivora. Tra i pi� begli esempi di morfologie glaciali, presenti un po' ovunque nella fascia sommitale, sono i circhi dei monti Giovo e Rondinaio, che custodiscono lembi di vegetazione di valletta nivale; sotto le ripide pareti arenacee di queste montagne si trovano alcuni bellissimi laghi, mete costanti di gite e escursioni: Lago Santo, Lago Baccio e i piccoli laghi Torbido e Turchino. Gli specchi d'acqua d'alta quota accolgono due anfibi di particolare interesse, tritone alpestre e rana temporaria, e nelle praterie sommitali sono presenti arvicola delle nevi e marmotta. Molto varia � l'avifauna con specie di media e alta montagna. Frequenti sono anche le testimonianze storiche dell'architettura montanara, come le cosiddette "capanne celtiche" a Doccia. GEOMORFOLOGIA - Le arenarie: "Strada facendo ho veduto di qua e di l� dal torrente strati spaventosi di pietre stratose... L'impasto loro, e di tutte le pietre sul Cimone, e attorno, � il medesimo: � una pietra arenaria micacea... un aggregato di grani quarzosi, piccioli, picciolissimi, grandicelli ed anche grossi, ma vari, legati insieme da un glutine che involge anche la mica...". Cos� Lazzaro Spallanzani nel 1789 descriveva gli scenari alpestri delle montagne modenesi, dominati da estesi affioramenti rocciosi di colore bruno-grigiastro, la cui regolare stratificazione si deve alla ritmica alternanza di arenarie e rocce argillose. Gli strati hanno avuto origine, fra 30 e 17 milioni circa di anni fa, dalla sedimentazione di materiali in gran parte sabbiosi deposti rapidamente su fondali marini profondi dalle correnti di torbida. Simili a valanghe di sedimenti misti ad acqua, queste correnti, mosse da terremoti, piene fluviali o frane sottomarine, raggiungevano i fondali abissali, dove depositavano il carico esaurendo progressivamente la loro energia. Il primo materiale abbandonato da una corrente di torbida � quello pi� pesante: sabbie e ciottoli che in genere formano la parte inferiore dello strato; in un secondo tempo, per decantazione, si depositano i materiali pi� fini e leggeri come silt e argilla. Per questo lo strato che ha origine da un evento torbiditico � spesso costituito da una coppia di rocce diverse: in questo caso arenaria e marna. Lo studio dei granuli che compongono le arenarie ha chiarito che provengono dall'erosione di rocce alpine: le sabbie sostarono per un certo periodo in ambienti di mare basso, ai margini degli antichi rilievi delle Alpi. Il ripetersi di migliaia di eventi torbiditici determin� l'accumulo di quasi 3000 m di sedimenti nell'avanfossa appenninica, il profondo bacino che si allungava davanti alla catena in formazione. - Argille, argilliti e marne: Nelle alte valli modenesi la continuit� degli affioramenti arenacei � interrotta da rocce argillose di colore grigio scuro, ma a volte anche rosso o verdastro, la cui maggiore erodibilit� ha determinato il modellarsi di versanti pi� dolci. Si tratta di rocce