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Il Borlengo

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Scheda aggiornata il 01/07/2015 (50401)


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Il Borlengo è un piatto tipico le cui origini si perdono nella storia e nelle tradizioni di una zona piuttosto ristretta dell' Appennino modenese. Semplice nella ricetta fatta di pochi essenziali elementi, ma elaborato e spettacolare nella preparazione. Si definisce col nome "Borlengo" quel cibo preparato cuocendo una pasta liquida, chiamata "colla", in un recipiente di rame stagnato, chiamato "sole" o "rola", condito con un composto chiamato concia ("cùnza") e Parmigiano Reggiano grattugiato e consumato appena pronto piegandolo in quattro. La " colla" è preparata con un impasto liquido di farina, acqua e sale, con la possibilità di aggiunta di uova ( da 1 a 5 agni chilogrammo di farina). La "concia" è un impasto scaldato di pancetta o lardo macinati aggiunto di aglio e rosmarino pestati. Il "sole" è una padella di rame stagnato con o senza manico, forgiata a mano, del diametro di 40-50 centimetri. " All' inizio della cottura il sole deve essere scaldato e unto con una cotica di grasso di maiale. Si versa poi nel "sole" la colla in modo che si espanda in maniera uniforme sul fondo del recipiente. Dopo qualche minuto, al momento in cui si colleva dal fondo del recipiente di cottura, il borlengo deve essere capovolto e tenuto per alcuni secondi ancora nel "sole" per essere condito con la "cùnza", distribuita per mezzo di uno "scopino" di saggina o fatta "cuccolare" con una forchetta, e cosparso di una manciata di Parmigiano Reggiano grattugiato. Il tempo di cottura deve essere intorno ai 5-7 minuti" ( tratto dal Disciplinare di produzione). E' a disposizione una pubblicazione che ne specifica le origini, la tipicità e i locali in cui è possibile gustarlo, attraverso una lettura turistica del territorio nel quale il Borlengo si colloca.