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La Leggenda della catenina "Pian Fontana" e delle fate del Lago Pratignano



Scheda aggiornata il 29/06/2015 (70003576)


A cura della Redazione locale di FANANO Piazza Marconi, 1 41021 Fanano (MO)
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La leggenda racconta che, tra le acque della fonte di "Pian Fontana", fu ritrovata la catenina della bambina caduta nel Lago Pratignano. Il lago, situato a monte di Serrazzone, si trova "sul crinale che divide le valli del torrente Dardagna (nel bolognese) e del torrente Ospitale, posto, quindi, tra i monti della Riva a est e le praterie che sovrastano il Cinghio di Mezzogiorno a ovest; tra il monte Serrasiccia a nord e le praterie che si spingono fin sotto il passo dei Ronchi a sud".


"La particolarità del luogo così bello, affascinante e, in certe condizioni, misterioso, ha fatto nascere anche pittoresche leggende, come quella delle fate. Pare, infatti, che le fantastiche creature escano dalla propria grotta chiamata "la tana delle fate", posta lungo il dirupo della "Riva" proprio sotto il "Becco dell'aquila", e vadano a danzare sulle acque del lago".

"Tanto gelose sono le fate e tanto amanti della loro alpestre solitudine, che quando escono dalla loro grotta e si lanciano a danza sul lago, suscitando un anebbia che ravvolge fittamente loro ed il lago, la nebbiaappare inconsueta, ambigua, allucinante. Le fate s'affacciano al limitedell'ultima cortina di nebbia, e talmenteammaliano la creatura umana, sì da trar questa ad incantati passi di danza verso le acque. E la creatura viva scivola danzando dentro al lago, e vi profonda dentro: senza dare una voce, essa tocca il freddo dell'acqua, e, dov'è stata inghiottita, li le fate intrecciano la loro danza più fitta. Si dice anzi che una volta una bimba avesse condotto i buoi al pascolo a quelle altezze. Nei pressi del lago si aprono belle radure, ricche di pascoli. Improvvisamente si scatenò un temporale. La pastorella, spaventata, tentò con i buoi la via del ritorno, quand'ecco che, giunta al ciglio del monte, la colse una nebbia fittissima. Tra la nebbia apparvero, sorridenti e tentatrici, le fate. Di slancio, bimba ed animali si affidarono a quelle figure eteree, e le seguirono ansiosamente. Ma il attendevano le acque del lago, dentro le qualiscivolarono silenziosamente, come se tutto fosse un mondo fatto di nebbia."