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Nelle stalle si raccontava che... I denti di Cecilia

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Scheda aggiornata il 17/06/2015 (60004675)


A cura della Redazione locale di MONTESE (MO)Via Panoramica 25 41055 Montese MO
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Cecilia era stata molto bella in gioventù. Era molto allegra anche, ma in modo così ironico e furbesco che chi l'ascoltava non capiva mai se diceva sul serio o no. Probabilmente, proprio la sua bellezza e la sua ironia erano state il grosso ostacolo al matrimonio: i giovanotti del paese infatti si sentivano intimoriti di fronte a lei e nessuno aveva mai avuto il coraggio di chiederla in moglia. Intanto tra le amiche rimbalzava questo ritornello:

"La bella Cecilia

tutti la vogliono

e nessuno la piglia".

Ma lei non si curava più di tanto: doveva occuparsi dei suoi fratellini dato che i suoi genitori erano morti molto presto. Quando i fratelli, divenuti adulti, avevano scelto ognuno la propria strada, Cecilia si era dedicata ai nipoti e ai bambini delle vicine. Tutti, grandi e piccoli, le volevano bene. 

Il tempo, passando, cancellò le sue bellezze, ma nessuno se ne accorse e tutti continuarono ad amarla. E dire che la bella Cecilia era diventata brutta davvero: i lunghi capelli biondi, fini e lucenti come seta, si ridussero ad una chioma biancogiallastra e arruffata, nascosta per quanto possibile sotto uno scolorito fazzolletto scuro; la figura alta e snella, asciugandosi, diventò contorta e segaligna e il sorriso, che aveva incantato tanti, lasciò il posto a un ghigno che metteva in evidenza tre soli denti neanche tanto sicuri nelle gengive. Questo l'aspetto di Cecilia a 88 anni. Per mantenersi, filava la lana per la maestra, per il prete e per la moglie del dottore.

Ora avvenne che una sera di un grigio giorno d'autunno, giunsero in paese due strani figuri, giovani e dall'aspetto poco raccomandabile. La gente aveva sperato, all'inizio, che fossero solo di passaggio e poi, visto che si erano sistemati in una capanna disabitata, cominciò a chiedersi chi fossero e che cosa volessero. Ma non era dato sapere, perché i due non familiarizzavano con nessuno.

I malandrini avevano preso di mira proprio Cecilia e, quando credettero di saperne abbastanza, una sera trassero le loro conclusioni: "La vecchia lavora e mette da parte, non spende un centesimo: deve per forza possedere un bel gruzzolo. Per di più abita da sola".

Era già buio da un po' quando Cecilia, che stava filando accanto a un fuoco quasi spento, sentì bussare insistentemente. "Chi è?" chiese. "Amici" si sentì rispondere. "Siete sola? Siamo venuti a farvi compagnia". Cecilia capì al volo che non si trattava di amici, quelli veri, infatti, non bussavano mai a quella porta dopo una certa ora della sera, dopo cioè che aveva messo il paletto  che era molto difficile da manovrare, ma arrivavano al portoncino della cantina e battevano tre colpi sulla piastra di ferro. "Ah sì? Siete amici?" disse forte "Hai sentito Marchino? E tu Gioba? E tu Mercurio? E' il vostro momento per farmi vedere quanto mi siete affezionati. Su, prendeteli, che vediamo chi sono questi amici". Al sentire queste parole, i due ladruncoli non ci pensaron più di tanto e via a gambe levate.

Nessuno li vide più e i due non seppero mai che Marchino, Gioba e Mercurio erano i nomi che Cecilia aveva affettuosamente dato ai suoi tre denti.

 

Tratto dal libro a cura del gruppo cult. Il Trebbo: Montese. Nelle stalle di raccontava che...