Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy cliccando qui.
Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.
www.emiliaromagnaturismo.it Emilia-Romagna Turismo

Nelle stalle si raccontava che... Il trabocchetto del castello di Montese

Contatto Biblioteca comunale
Indirizzo via Panoramica 25 41055 Montese MO
Telefono 059/971122
Fax 059/971100
E-mail biblioteca@comune.montese.mo.it
Internet www.appenninomodenese.net


Scheda aggiornata il 30/04/2015 (60004672)


A cura della Redazione locale di MONTESE (MO)Via Panoramica 25 41055 Montese MO
Tel. 059/971122 - Fax: 059/971100 - Email: biblioteca@comune.montese.mo.it

Il conte Orazio, signore di Montese, aveva una figlia molto bella, Camilla, che egli adorava e che desiderava dare in moglie al figlio di un conte suo alleato. Camilla però aveva già regalato il suo cuore al nobile, ma povero Lorenzo e a lui si era promessa anche contro il volere del padre.

Una sera che si aspettava Lorenzo al castello, il conte fece chiamare il fido servitore Gregorio e così gli disse: "Io devo assentarmi e lascio a te un incarico molto delicato: quando arriverà Lorenzo, tu lo accoglierai come si conviene a un nobile, poi farai in modo di condurlo sul trabocchetto e lo farai precipitare. Se eseguierai tutto a puntino, ti ricompenserò molto bene; altrimenti pagherai con la vita".

Gregorio assentì con un cenno di capo, ma intanto in cuor suo pensava al modo di salvare Lorenzo e non tradire Camilla che erano sempre tanto gentili con lui. Sicché, quando arrivò Lorenzo, confidò a lui e Camilla le intenzioni del conte e insieme decisero un piano per evitare la morte dell'innamorato. Lorenzo e Camilla indossarono abiti da servi e a cavallo si allontanarono dal castello. Poi Gregorio vestì, con gli abiti di Lorenzo, un fantoccio di paglia e lo gettò nel trabocchetto.

A tarda notte il conte rientrò e chiese al servo: "Com'è andata? Hai fatto quanto ti avevo comandato?" "Certo signore; il nobile Lorenzo è morto cadendo nel trabocchetto e la contessina è in camera sua". Soddisfatto, il conte si ritirò, pensando che il dolore della figlia sarebbe svanito presto, in vista delle fastose nozze che egli si accingeva a organizzarle.

Al mattino, non vedendo Camilla a colazione, mandò una cameriera a sollecitarla e, quale non fu la sua costernazione, quando si sentì dire che non riusciva a trovare la fanciulla da nessuna parte. Cercò Gregorio: anche lui era sparito. Preso da uno strano presentimento, si recò al trabocchetto e, vedendo il fantoccio vestito da Lorenzo, capì di essere stato ingannato: "Mi hanno beffato, ma me la pagheranno: tanto, prima o poi, li troverò". Però, pensando che i servi e gli altri nobili avrebbero riso di lui che era stato così beffardamente preso in giro, si chiuse in assoluto silenzio, non uscì più dal castello e dopo qualche anno morì, forse di amarezza, forse di rabbia, forse di solitudine e forse di tutte queste cose messe insieme.

Quando seppero la notizia, Lorenzo e Camilla, che nel frattempo si erano sposati, ritornarono al castello tra le feste della corte e dei contadini e, come primo atto ufficiale del loro governo, fecero chiudere per sempre il trabocchetto. E Gregorio? Non molto tempo dopo, anche lui ritornò al castello e raccontò che, per tutto quel periodo, era rimasto nascosto nel monastero dei benedettini di Fanano. Diventò l'uomo di fiducia dei due castellani.

 

 

Tratto dal libro curato dal gruppo cult. Il Trebbo: Montese Nelle stalle si raccontava che...