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Punti d' interesse all' interno la Riserva di Sassoguidano

Indirizzo Riserva Regionale Sassoguidano 41026 MO
Telefono 0536 29974
Fax 0536 324307
E-mail riserva.sassoguidano@comune.pavullo-nel-frignano.mo.it
Internet www.riservasassoguidano.it


Scheda aggiornata il 28/04/2016 (3282)


A cura della Redazione Locale di PAVULLO nel FRIGNANO
presso Ufficio Informazione Turistica del Comune di Pavullo nel Frignano
Via Giardini, 3 - 41026 - Pavullo nel Frignano (MO)
Telefono: 053629964 - Fax: 053629025
Email: uit@comune.pavullo-nel-frignano.mo.it

Punti interessanti all'interno della Riserva sono:
- Fondovalle del Lerna si sale in maniera repentina fino ai 722 m del Cinghio di Malvarone, i cui fronti rocciosi, macchiati di rada vegetazione, superano il centinaio di metri. Le ripide e inaccessibili pareti hanno i colori delle calcareniti mioceniche: nocciola-giallo chiaro nelle porzioni meno alterate, grigio scuro in quelle da più tempo esposte agli agenti atmosferici. La fitta rete di fratture che attraversa gli affioramenti ha creato cenge, diedri sporgenti e rientranze, e favorisce il distacco di blocchi rocciosi che si accumulano alla base della parete formando grossolane falde di detrito; queste fratture (o faglie) sono le discontinuità lungo cui opera la dissoluzione carsica allargandone progressivamente la sezione. Sulle pareti e nei macereti alla base a fine maggio fioriscono valeriana rossa e stellina purpurea. Chiare colate di guano dalle nicchie più riparate delle pareti rivelano la presenza dei nidi di rapaci. - Sul fondo di una piccola dolina erbosa, orlata di boschetti con vecchi castagni e giovani querce, è situato lo stagno di Sassomassiccio. Sui rami dei vecchi salici bianchi che crescono sulle rive e in acqua si riconoscono le patine gialle di Xanthoria spp. e altri licheni, i vistosi corpi fruttiferi di funghi a mensola e i segni dei picchi che battono il legno morto alla ricerca di larve di invertebrati. In aprile-maggio compaiono i piccoli fiori bianco rosati di Hottonia palustris, le cui foglie formano un denso tappeto galleggiante nel quale, al sopraggiungere di qualche visitatore, le rane si nascondono interrompendo per un attimo il gracidio.
- L'oratorio di Sassomassiccio risale ai secoli XI-XIII; dal 1690 vi risiedette per quasi trent'anni frate Antonio Francesco (il capitano delle milizie estensi Vincenzo Muzzarelli, ritiratosi in convento a 49 anni); il padre francescano, che è sepolto all'interno, riparò l'oratorio e vi si stabilì in preghiera e penitenza vivendo delle elemosine dei locali che gli facevano visita. La sterrata che conduce all'edificio è fiancheggiata da vetusti castagni. Sotto al panoramico pianoro sulla valle del Panaro, nascosti nel querceto che riveste il versante, si aprono alcuni inghiottitoi.
- La chiesetta di Sassoguidano, dedicata a S. Paolo, venne costruita nel secolo XIII, forse sulle rovine dell'antico castello. La semplice costruzione ha un campanile a pianta quadrata e un bel portale in arenaria sormontato da un'architrave triangolare con antiche iscrizioni. Dal sagrato si gode un ampio panorama sulla valle del Panaro; verso sud, dove si susseguono i rilievi appenninici, nelle giornate limpide si distingue il Cimone. Due grandi cerri vegetano al margine del piazzale della chiesa; sulla roccia alla base dell'edificio crescono arbusti di ginestra, cuscinetti di borracine e piante di vescicaria maggiore.

Foto di Lorenzo Sorbelli