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Parco Regionale dell'Alto Appennino Modenese

Contatto IAT Riolunato
Indirizzo Via Castello 8 41020 Riolunato MO
Telefono 0536/75119
E-mail info@parcofrignano.it
Internet www.parcofrignano.it

Accessibilità Trekking, Mountain Bike, Equitazione e Orienteering Il Parco si raggiunge dalla Fondovalle Panaro, dalla Nuova Estense, dalla Statale Giardini, dalla Fondovalle Secchia e dalla Statale Porrettana.

Scheda aggiornata il 26/06/2015 (575)


A cura della Redazione locale Comunità Montana del FRIGNANO
Email: redazionefrignano@msw.it

Comprende tutto il crinale modenese, dal Parco Regionale dell'Alto Appennino Reggiano a quello bolognese del Corno alle Scale, con ambienti molto diversificati, e in qualche caso di grande valore naturalistico, che salgono da circa 500 m a oltre 2000 m di quota. Soprattutto dalle cime montuose, come il Monte Cimone (2165 m), la vetta più alta di tutto l'Appennino settentrionale, si godono ampi panorami e si possono ammirare gli splendidi paesaggi circostanti, con valli solcate da numerosi ruscelli, fitti boschi di faggio e rimboschimenti di conifere, brughiere a mirtillo, radure erbose e limpidi specchi d'acqua. In particolare le praterie d'altitudine, le zone umide e gli affioramenti rocciosi ospitano molte rarità botaniche incluse nella flora spontanea protetta. Sul gruppo montuoso del Libro Aperto, ad esempio, si trovano genziane, aquilegie, sassifraghe e la stazione più meridionale di rododendro, una specie tipica delle Alpi; nella delicata torbiera del Lago di Pratignano vive Drosera rotundifolia, una rara pianta insettivora. Tra i più begli esempi di morfologie glaciali, presenti un po' ovunque nella fascia sommitale, sono i circhi dei monti Giovo e Rondinaio, che custodiscono lembi di vegetazione di valletta nivale; sotto le ripide pareti arenacee di queste montagne si trovano alcuni bellissimi laghi, mete costanti di gite e escursioni: Lago Santo, Lago Baccio e i piccoli laghi Torbido e Turchino. Gli specchi d'acqua d'alta quota accolgono due anfibi di particolare interesse, tritone alpestre e rana temporaria, e nelle praterie sommitali sono presenti arvicola delle nevi e marmotta. Molto varia è l'avifauna con specie di media e alta montagna. Frequenti sono anche le testimonianze storiche dell'architettura montanara, come le cosiddette "capanne celtiche" a Doccia. GEOMORFOLOGIA - Le arenarie: "Strada facendo ho veduto di qua e di là dal torrente strati spaventosi di pietre stratose... L'impasto loro, e di tutte le pietre sul Cimone, e attorno, è il medesimo: è una pietra arenaria micacea... un aggregato di grani quarzosi, piccioli, picciolissimi, grandicelli ed anche grossi, ma vari, legati insieme da un glutine che involge anche la mica...". Così Lazzaro Spallanzani nel 1789 descriveva gli scenari alpestri delle montagne modenesi, dominati da estesi affioramenti rocciosi di colore bruno-grigiastro, la cui regolare stratificazione si deve alla ritmica alternanza di arenarie e rocce argillose. Gli strati hanno avuto origine, fra 30 e 17 milioni circa di anni fa, dalla sedimentazione di materiali in gran parte sabbiosi deposti rapidamente su fondali marini profondi dalle correnti di torbida. Simili a valanghe di sedimenti misti ad acqua, queste correnti, mosse da terremoti, piene fluviali o frane sottomarine, raggiungevano i fondali abissali, dove depositavano il carico esaurendo progressivamente la loro energia.