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Parco Regionale del Frignano (Alto Appennino Modenese)

Contatto Centro Educazione Ambientale Parco del Frignano
Indirizzo Via Tambur�, 8 41027 Pievepelago MO
Telefono Tel. 0536/72134
Fax Fax 0536/71394
Internet http://www.parcofrignano.it/

Accessibilità in auto o a piedi

Aperto sempre aperto
Scheda aggiornata il 08/07/2015 (-4722)


A cura della Redazione locale di Sestola c/o IAT del Cimone C.so Umberto I n� 3 - 41029 Sestola (MO)
Tel. 0536/62324 - Fax: 0536/61621 Email: turismo@comune.sestola.mo.it

Con oltre 15mila ettari di estensione e un territorio che va dai 500 metri sul livello del mare agli oltre 2mila della vetta del Cimone, il monte più alto dell’Appennino Tosco-Emiliano, il Parco del Frignano presenta un ambiente naturalisticamente ricco ed estremamente variegato. Habitat unici, di cui preservare la biodiversità, favoriscono la crescita e la conservazione di specie rare, vegetali e animali. Circhi glaciali convivono con altri trasformati in torbiere, boschi di faggete con ampie distese di sottobosco, vallette nivali si insediano alle pendici delle montagne più alti, sui quali volteggiano l’aquila reale e altri rapaci.
L'Ente Parco è stato Istituito nel 1988. Ha una estensione di 15.350,39 ettari, di cui 9.000 di parco e 6.000 di preparco.Sono 7 i Comuni della provincia modenese interessati (Fanano, Fiumalbo, Frassinoro, Montecreto, Pievepelago, Riolunato e Sestola).

Con un dislivello che passa dai 500 metri sul livello del mare agli oltre 2.000 metri della vetta più alta, nel Parco del Frignano coesistono ambienti naturalistici molto diversificati: ampie vallate solcate da ruscelli si alternano a fitti boschi di faggio e conifere, estese brughiere a mirtillo lasciano spazio a limpidi specchi d’acqua.
 
Il Parco del Frignano si trova al centro di una vasta regione di aree protette - confina a sud con il Parco dell’Orecchiella, a ovest con il Parco del Gigante e a est con il Parco del Corno alle Scale - in una posizione ideale per conservare e accrescere una fauna ricchissima e variegata. Il territorio è infatti popolato da alcune specie rare come il lupo, fino a poco tempo fa considerato in via di estinzione, l'astore, la martora, l’aquila reale e il gufo reale. In alta quota sono numerose le colonie di marmotte, mentre nei prati che intramezzano i boschi fanno spesso capolino i cervi. Nelle zone confinanti con il Parco del Corno alle Scale è possibile osservare la corsa agilissima del muflone, e di recente ha fatto la propria comparsa anche l’istrice.

Più comuni e diffusi sono il capriolo, il daino, la faina, la donnola, il cinghiale, il tasso, la volpe, lo scoiattolo, il ghiro e il minuscolo moscardino. Nelle praterie più alte è facile imbattersi nell'arvicola delle nevi, un roditore dalla folta pelliccia che non va in letargo, e sotto la coltre di neve scava una fitta rete di cunicoli che balzano agli occhi con il disgelo.

Numerosi anche i rapaci, tra i più comuni il gheppio, lo sparviero e la poiana. Tra i castagni che si stagliano nei fondovalle nidificano l’allocco e il gufo comune.