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Via Bibulca



Scheda aggiornata il 24/06/2015 (90002165)


A cura della Redazione locale Unione di Comuni Valli Dolo Dragone e Secchia
Via Rocca, 1 - 41045 Montefiorino (MO)
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La Via Bibulca, denominazione che deriva dal fatto che l'antico tracciato aveva un'ampiezza tale da consentire il passaggio di una coppia di buoi, cominciò ad essere praticata sia dalla tribù dei Frignati, i quali spesso si spingevano per le loro razzie fino a Lucca e a Pisa, sia dai Romani, efficienti organizzatori del territorio. Nel periodo delle invasioni barbariche le antiche vie di transito persero temporaneamente la loro importanza, giacchè la popolazione locale trascorreva gran parte della propria esistenza nelle case - torri, evitando di avventurarsi in pericolosi viaggi. L'arrivo dei Longobardi evidenziò nuovamente l'esigenza di poter usufruire di una rete viaria che permettesse di collegare questo versante appenninico con la Toscana. Con l'avvento al potere di Liutprando, nella prima metà del VIII sec. venne aperto il valico del Passo delle Radici, per collegare la montagna modenese, sottratta ai possedimenti bizantini, con i territori longobardi della Garfagnana. Solo verso la fine del XI sec. tuttavia, con la fondazione dell'Abbazia di Frassinoro avvenuta nel 1071 per volere di Beatrice, madre di Matilde di Canossa, la Via Bibulca divenne un importante collegamento stradale, ancor più frequentato con la successiva costruzione degli Ospizi di S.Geminiano e di S.Pellegrino in Alpe, che dovevano assicurare ristoro e accoglienza ai pellegrini di passaggio.

Via edificata nel medioevo per favorire il valico del confine che dall'Emilia porta in Toscana. Che si presta perfettamente per escursioni trekking, mountain bike e cavallo alla scoperta della natura, della storia, della cultura e delle tradizioni dell'Appennino tosco-emiliano.