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Pietravolta

Scheda aggiornata il 03/06/2015 (90002166)


A cura della Redazione locale Unione di Comuni Valli Dolo Dragone e Secchia
Via Rocca, 1 - 41045 Montefiorino (MO)
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Pietravolta è documentata fina dal 1222, come una delle località per le quali transitava la Via Bibulca.
Anche un tratto sulla manutenzione di detta strada stipulato fra Modena e Lucca nel 1306 cita Locum dictum Pietravolta nel territorio di Roncogisfredo.
Già nel seicento vi si conservava, in una cappella che portava il titolo della Beata Vergine della Neve, un quadro della Madonna ritenuto miracoloso.
Di tale cappella, posta esattamente sul crinale che separa le Valli del Dolo, a ponente e del Dragone a levante e segna in quel tratto il confine tra le diocesi reggiana e modenese, si contendevano la giurisdizione il parroco di Arcovolto, in diocesi di Modena e quello di Fontanaluccia, in diocesi di Reggio E.
Nel maggio del 1642, la venerata immagine della Vergine di Pietravolta, fu nottetempo trafugata dagli abitanti di Arcovolto e trasferita nella loro chiesa. Quelli di Fontanaluccia se ne riappropriarono, con lo stesso sistema, nel novembre successivo e la trasportarono nella loro, dove rimase esposta per alcuni giorni, prima di essere nascosta in luogo segreto. La controversia fu infine rimessa ai vicari delle due diocesi finitime, che la risolsero in favore di Fontanaluccia, il cui rettore potè, così, riconsegnare alla piccola comunità di Pietravolta il quadro miracoloso, collocato in una nuova e più grande cappella. Eretta nel frattempo vicino alla prima, ormai cadente. Un secolo e mezzo più tardi, anche questa seconda chiesa, per i danni del tempo e l’instabilità del suolo, minacciava rovina; cosicchè, nel 1792, ne fu eretta, poco distante, una terza, che nel 1850, l’allora custode, frà Pacifico da Giuncugnano, dotò del campanile (come testimonia uno scritto in loco). A metà del nostro secolo, la chiesa è stata poi ampliata, con l’aggiunta del transetto, dell’abside, dell’insolito tiburio quadrato ed ornata con elementi architettonici e scultorei in pietra serena, di gusto medievale, sia nella facciata, percorsa in basso da archetti su colonnine, sia all’interno. Risale a più recenti lavori di restauro e rifacimento, eseguiti nel 1979, la costruzione del porticato, architravato in legno e con colonnette di cemento armato, sul lato sinistro del sagrato.