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Pavullo nel Frignano

Contatto Ufficio Informazione Turistica del Comune di Pavullo nel Frignano
Indirizzo Piazza Montecuccoli 1 41026 Pavullo nel Frignano MO
Telefono 0536/29964 - 29021
Fax 0536/29025
E-mail uit@comune.pavullo-nel-frignano.mo.it
Internet www.comune.pavullo-nel-frignano.mo.it

Accessibilità

Pavullo è raggiungibile da Modena attraverso la SS 12 Nuova Estense, di comoda percorribilità anche per chi giunge da Reggio Emilia e Bologna. Questa Statale, attraverso il Passo dell'Abetone, collega Pavullo ai centri del versante toscano dell'Appennino e successivamente a Lucca.



Scheda aggiornata il 01/05/2015 (45332)


A cura della Redazione Locale di PAVULLO nel FRIGNANO
presso Ufficio Informazione Turistica del Comune di Pavullo nel Frignano
Via Giardini, 3 - 41026 - Pavullo nel Frignano (MO)
Telefono: 053629964 - Fax: 053629025
Email: uit@comune.pavullo-nel-frignano.mo.it
FOTOSTAFF di STEFANO TORREGGIANI

Pavullo nel Frignano, che sorge a 686 metri slm è situato a metà strada tra la pianura e l'alto Appennino modenese ed è facilmente raggiungibile sia da Modena che da Bologna percorrendo la Via Estense. Si connota come il comune più vasto ed importante dell'Appennino modenese, una vera e propria "città montana", capo comprensorio ove ha sede la Comunità Montana del Frignano. 
Il nome Pavullo deriva da "paule" o "palude", nei pressi della quale sorgeva il sito primitivo.
La storia più antica di Pavullo risale all'insediamento dei Liguri Friniati, un popolo che occupò la nostra regione in epoca antichissima e che la dominò per quasi tremila anni. Dopo alterne vicende ed aspre lotte i Friniates furono sottomessi dai Romani, i quali si stabilirono nella zona centrale del Frignano in un "Castrum Feronianum", cioè un insediamento militare attestato a monte dell'odierno abitato che sorgeva vicino a Pavullo tra le località di Poggiocastro, la Torricella e Monteobizzo. In epoca medievale, Pavullo divenne un importante centro di mercato grazie all'esistenza dell'ospedale di S. Lazzaro che inizialmente era destinato a rifugio dalle devastazioni barbariche a popoli e feudatari. Grazie alla costruzione della nuova Via Giardini ebbe una notevole crescita che continuò anche dopo il 1832, quando diventò capoluogo del Frignano sostituendo Sestola. Nello stesso anno il duca Francesco IV fece costruire qui a Pavullo una sua residenza estiva, l'odierno Palazzo Ducale. Furono questi gli ultimi anni del dominio Estense che ebbero però grande rilievo per Pavullo che divenne città "Capoluogo" di una provincia estense. Con l'unificazione d'Italia Pavullo perderà questa prerogativa, ma conserverà quella di capoluogo del circondario sino al 1926.
I monti che circondano la vallata di Pavullo sono ricoperti di castagni, querce ed abeti. Molto diffusi sono anche la roverella, l'acero campestre, l'orniello, l'olmo, la rovere, il cerro, il frassino ed il pino silvestre. Lungo i ruscelli e nelle zone più umide crescono i salici ed i pioppi, nei territori più abbandonati o più degradati nascono spontaneamente splendidi arbusti di ginestra e ginepro. Anche il sottobosco è molto ricco: vi si trovano funghi, felci, eriche e muschi. Di molto interesse è la "Riserva Naturale Orientata di Sassoguidano e Sassomassiccio" che si affaccia sulle rive sinistre dello Scoltenna e del Panaro.
Pensando a Pavullo la prima tradizione che viene in mente è senz'altro quella delle crescentine, il più tradizionale e tipico dei piatti frignanesi. La crescentina, chiamata erroneamente tigella, costituiva per la nostra civiltà contadina un alimento base per la sua genuinità ed elementarità degli ingredienti: farina, acqua e sale. A dimostrazione del fatto che Pavullo tiene molto alle sue tradizioni, durante i mesi estivi vengono organizzate in tutte le frazioni numerose sagre paesane in onore dei Santi patroni delle chiese parrocchiali. Il Gruppo Folkloristico di Verica, il Gruppo Folkloristico Pavullese, il Coro "R. Montecuccoli" ed il Coro "Voci del Frignano" si adoperano moltissimo per tenere vive le nostre tradizioni; i gruppi con i loro Lacché ed i cori con i loro canti popolari e dialettali girano in tutt'Italia e all'estero per fare conoscere le musiche e le antiche usanze del nostro territorio.