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Montetortore

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Scheda aggiornata il 14/06/2015 (2951)


A cura della Redazione locale ZOCCA c/o PROMAPPENNINO
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Costituito sul territorio di Matilde di Canossa, l'insediamento castellano di Montetortore è uno dei più antichi della zona. La sua posizione geografica di confine fu causa di aspre contese di appartenenza territoriale fra i Comuni di Modena e di Bologna e in seguito, nel XVI e XVII sec., ha fatto sì che l'intero territorio diventasse scontro di lotte armate fra diverse bande di briganti e malviventi e di rivalità con i paesi vicini del bolognese e del modenese. Nel 1306 i Capitani di Montetortore sono nominati nel Libro delle famiglie nobili e potenti: pur soggetti agli Estensi, si ribellarono ad essi in varie occasioni; nel 1460 gli uomini della Podesteria compilarono gli Statuti che furono approvati dal duca Ercole I. La Podesteria comprendeva originariamente i comuni di Villa d'Aiano, Sassomolare, Montetortore, Semelano e Montalto, Montalbano, Ciano e Montequestiolo; nel XIV sec. Villa d'Aiano e Sassomolare si diedero ai Bolognesi e nel XVII sec. Ciano e Montalbano furono infeudati al marchese Giovanni Battista Barbieri Fontana. Data in feudo nel 1635 ai Montecuccoli Laderchi, nel 1695 la Podesteria ritornò sotto il dominio immediato degli Estensi. Attualmente è ancora possibile ammirare il complesso castellano costituito dai resti del torrione due-trecentesco, dal campanile, dal recentissimo recupero totale della chiesa di S. Geminiano e dalla canonica, il tutto inserito in un contesto ambientale di incomparabile bellezza splendidamente conservato. Di grandissimo interesse è il borgo di Dragodena , comprendente pregevoli edifici con torri di epoca cinquecentesca e l'oratorio della Maternità della Vergine; di altrettanto pregio è casa S. Giacomo, antichissimo ospedale risalente al XII sec. che attualmente consiste in un nucleo più tardo recentemente restaurato. Sono da segnalarsi anche il suggestivo complesso architettonico della Fontana, di impianto Quattrocentesco; l'oratorio di S. Rocco, sorto dopo l'epidemia di peste del 1630 ed inserito in uno splendido contesto paesaggistico; l'insediamento dell'Usignolo, bel complesso edilizio ascrivibile al XVI sec. ed il Convento delle Braglie.