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TERRITORY - A charming mix of culture and nature, the Modenese Apennines are also renowned for gastronomic specialities as well as sports facilities for every kind of free time activity. Free time is seen as an essential to enrich our lives physically, mentally and culturally.

CULTURE - The Modenese Territory is a meeting place of diverse civilizations: from the first inhabitants of the Bronze Age to the Etruscans, Celts, Romans, Lombards through to the centuries long domination of the Estensi. Each leaving its own trace, from simple archeological remains to numerous linguistic relics and wonders of medieval art (churches, oratories, craftwork, hamlets, fortresses, turreted castles); from renaissance courts to palaces and villas from the 16th/ 17th century, to the recent artistic work of our days. From the plain lands to the rolling hills and the Apennine peaks, it is possible to reconstruct our past through physical and cultural evidence, museum exhibits that document the evolution of mankind, the activities that have taken place, the economy and the mentality of those who have passed down this precious information.

ENVIRONMENT - The protected areas, natural parks, areas of ecological balance, faunal oasi and the Frignano Park that make up the Apennine Territory contribute to the overall realization of a harmonious and sustainable relationship between man and nature. On foot, by bicycle on horse on skis and even snow shoes: there are many ways to immerse oneself in the beauty of the surrounding nature. An ancient network of pathways can be found among the rolling hills weaving through a suggestive landscape of chestnut , oak, birch and pine woods, through to the foot of the highest Apennine peaks, where some of the most characteristic lakes of this area can be admired. Here, in close contact with the most exclusive species of highland fauna and beautiful flora, one can enjoy unexpected sights and forgotten aromas and fragrances. A visit to the botanical gardens and characteristic highland lakes and walks along the highest ridges of the Apennines, is a discovery of the human aspiration to be at one with nature.

SPORT - Sport is important, even more so when in the open air and in close contact with nature, breathing in pure air. Where better than the Modenese Apennines, a place with sports facilities for all needs? In the summer and winter touristic centres, the Territory offers numerous and often exclusive packages: not just tennis, football, athletics, volleyball and basketball, mountain biking, paragliding, trekking...
Some specific indoor structures mean swimming, ice skating, rollerblading, tennis and team sports (volleyball, basketball, football, five a side football and handball….) are available all year round, both at an amateur and agonistic level. The most specific package is however that for snow sports. With numerous slopes dedicated to specialist ski sports, from bob, alpine skiing to sports on ice. Sporting people of all ages and all levels and abilities can take advantage of the snow covered mountains: natural gyms for physical and mental activity. Linked to the snow sports activities, the winter stations of the Modenese Apennines propose rich entertainment programmes so as to offer a complete and relaxing touristic package.

GASTRONOMY - To complete the picture of fascinating surroundings and the cultural charm left by the passing of the centuries, we can add the gastronomic specialities well known to those who are interested in food and territory. In fact, one of the most pleasant ways of discovering the character of a place is by knowing how to eat. The Modenese mountains offer an infinite variety of mushrooms ( the chanterelles/finferli, St George’s and above all the precious porcini), locally grown and cooked in an infinite number of ways, the traditional tortellini and the ricotta and spinach tortelli, not to forget the ‘ciacci’, made from chestnut flour, distinguished ricotta, Parmigiano Reggiano, Traditional Balsamic Vinegar and much more. The delicious sweets, chocolate, sugars and crunchies are a must. Jams and typical liquors made from berries, nuts, fragrant fruits of the forest: blueberries and raspberries in particular. Many of these gastronomic specialities are the protagonists of local festivities and traditions.

THE BEST ABOUT ENVIRONMENT IN THE TERRITORY

Parco Regionale dell'alto Appennino Modenese

Montecreto

Comprende tutto il crinale modenese, dal Parco Regionale dell'Alto Appennino Reggiano a quello bolognese del Corno alle Scale, con ambienti molto diversificati, e in qualche caso di grande valore naturalistico, che salgono da circa 500 m a oltre 2000 m di quota. Soprattutto dalle cime montuose, come il Monte Cimone (2165 m), la vetta più alta di tutto l'Appennino settentrionale, si godono ampi panorami e si possono ammirare gli splendidi paesaggi circostanti, con valli solcate da numerosi ruscelli, fitti boschi di faggio e rimboschimenti di conifere, brughiere a mirtillo, radure erbose e limpidi specchi d'acqua. In particolare le praterie d'altitudine, le zone umide e gli affioramenti rocciosi ospitano molte rarità botaniche incluse nella flora spontanea protetta. Sul gruppo montuoso del Libro Aperto, ad esempio, si trovano genziane, aquilegie, sassifraghe e la stazione più meridionale di rododendro, una specie tipica delle Alpi; nella delicata torbiera del Lago di Pratignano vive Drosera rotundifolia, una rara pianta insettivora. Tra i più begli esempi di morfologie glaciali, presenti un po' ovunque nella fascia sommitale, sono i circhi dei monti Giovo e Rondinaio, che custodiscono lembi di vegetazione di valletta nivale; sotto le ripide pareti arenacee di queste montagne si trovano alcuni bellissimi laghi, mete costanti di gite e escursioni: Lago Santo, Lago Baccio e i piccoli laghi Torbido e Turchino. Gli specchi d'acqua d'alta quota accolgono due anfibi di particolare interesse, tritone alpestre e rana temporaria, e nelle praterie sommitali sono presenti arvicola delle nevi e marmotta. Molto varia è l'avifauna con specie di media e alta montagna. Frequenti sono anche le testimonianze storiche dell'architettura montanara, come le cosiddette "capanne celtiche" a Doccia. GEOMORFOLOGIA - Le arenarie: "Strada facendo ho veduto di qua e di là dal torrente strati spaventosi di pietre stratose... L'impasto loro, e di tutte le pietre sul Cimone, e attorno, è il medesimo: è una pietra arenaria micacea... un aggregato di grani quarzosi, piccioli, picciolissimi, grandicelli ed anche grossi, ma vari, legati insieme da un glutine che involge anche la mica...". Così Lazzaro Spallanzani nel 1789 descriveva gli scenari alpestri delle montagne modenesi, dominati da estesi affioramenti rocciosi di colore bruno-grigiastro, la cui regolare stratificazione si deve alla ritmica alternanza di arenarie e rocce argillose. Gli strati hanno avuto origine, fra 30 e 17 milioni circa di anni fa, dalla sedimentazione di materiali in gran parte sabbiosi deposti rapidamente su fondali marini profondi dalle correnti di torbida. Simili a valanghe di sedimenti misti ad acqua, queste correnti, mosse da terremoti, piene fluviali o frane sottomarine, raggiungevano i fondali abissali, dove depositavano il carico esaurendo progressivamente la loro energia. Il primo materiale abbandonato da una corrente di torbida è quello più pesante: sabbie e ciottoli che in genere formano la parte inferiore dello strato; in un secondo tempo, per decantazione, si depositano i materiali più fini e leggeri come silt e argilla. Per questo lo strato che ha origine da un evento torbiditico è spesso costituito da una coppia di rocce diverse: in questo caso arenaria e marna. Lo studio dei granuli che compongono le arenarie ha chiarito che provengono dall'erosione di rocce alpine: le sabbie sostarono per un certo periodo in ambienti di mare basso, ai margini degli antichi rilievi delle Alpi. Il ripetersi di migliaia di eventi torbiditici determinò l'accumulo di quasi 3000 m di sedimenti nell'avanfossa appenninica, il profondo bacino che si allungava davanti alla catena in formazione.

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Parco del Frignano

Frassinoro

Comprende tutto il crinale modenese, dal Parco Regionale dell'Alto Appennino Reggiano a quello bolognese del Corno alle Scale, con ambienti molto diversificati, e in qualche caso di grande valore naturalistico, che salgono da circa 500 m a oltre 2000 m di quota. Soprattutto dalle cime montuose, come il Monte Cimone (2165 m), la vetta più alta di tutto l'Appennino settentrionale, si godono ampi panorami e si possono ammirare gli splendidi paesaggi circostanti, con valli solcate da numerosi ruscelli, fitti boschi di faggio e rimboschimenti di conifere, brughiere a mirtillo, radure erbose e limpidi specchi d'acqua. In particolare le praterie d'altitudine, le zone umide e gli affioramenti rocciosi ospitano molte rarità botaniche incluse nella flora spontanea protetta. Sul gruppo montuoso del Libro Aperto, ad esempio, si trovano genziane, aquilegie, sassifraghe e la stazione più meridionale di rododendro, una specie tipica delle Alpi; nella delicata torbiera del Lago di Pratignano vive Drosera rotundifolia, una rara pianta insettivora. Tra i più begli esempi di morfologie glaciali, presenti un po' ovunque nella fascia sommitale, sono i circhi dei monti Giovo e Rondinaio, che custodiscono lembi di vegetazione di valletta nivale; sotto le ripide pareti arenacee di queste montagne si trovano alcuni bellissimi laghi, mete costanti di gite e escursioni: Lago Santo, Lago Baccio e i piccoli laghi Torbido e Turchino. Gli specchi d'acqua d'alta quota accolgono due anfibi di particolare interesse, tritone alpestre e rana temporaria, e nelle praterie sommitali sono presenti arvicola delle nevi e marmotta. Molto varia è l'avifauna con specie di media e alta montagna. Frequenti sono anche le testimonianze storiche dell'architettura montanara, come le cosiddette "capanne celtiche" a Doccia

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